Ritroviamo l’orgoglio di essere italiani!

Qualche tempo fa ricevetti in ufficio un cliente americano per la firma di una proposta di acquisto di un appartamento. 

Era un ragazzo abbastanza giovane, fondatori di una start-up, presente oltre che negli USA, in alcuni paesi europei (se non ricordo male in Germania, Belgio, e in alcuni paesi dell’est).

Prima di parlare di business, anche per rompere il ghiaccio, ci mettemmo a chiacchierare sulla sua attività e su come fosse riuscito a creare un progetto così importante in così poco tempo.

Mi raccontò che, come spesso accade, cominciò da zero o giù di lì e che facendo parte di una famiglia molto modesta non aveva fondi da investire in un progetto che, secondo quanto gli dicevano tutti, non era assolutamente fattibile.

Sapete dove trovo i primi fondi? In un negozio di abbigliamento all’ingrosso di Milano; era con la sua famiglia a fare una vacanza in alcune città europee e Milano gli piacque così tanto che decise di fermarsi per cercare lavoro. Il proprietario di questo negozio lo assunse come magazziniere.

Guadagnava però troppo poco per pensare di mettere via qualche soldo da investire e pur sentendosi come a casa propria (nel frattempo aveva incontrato una ragazza che lavorava nel negozio di fronte) dovete tornare negli USA dove si portò con sé la ragazza, che poi sarebbe diventata sua moglie.

Tornato a New York ebbe molto occasioni per comparare la vita americana con quella italiana e, giorno dopo giorno, era sempre più convinto di quanto si stesse meglio nel nostro paese.

Dopo un paio d’anni e un paio di figli tornò in Italia e si stabilì assieme alla famiglia proprio Milano, in un appartamento in zona Stazione Centrale.

Quando lo incontrai era già diventato un personaggio molto in vista, quasi famoso, e si apprestava ad acquistare un attico in zona conciliazione a Milano.

E tornando alla chiacchierata ante proposta mi disse una cosa che mi colpì davvero molto; più o meno le sue parole furono queste: ” Se non fosse stato per il viaggio in Italia, fatto con la mia famiglia, probabilmente ora non sarei quello che sono. Mi sono innamorato di questo paese ancora prima che mi offrisse la possibilità di tirare fuori il mio primo gruzzoletto; avete l’industria, siete dei grandi lavoratori, da voi si mangia come da nessun’altra parte al mondo, siete accoglienti ed ospitali, avete mari, monti e laghi stupendi, coniugate grattacieli e monumenti e opere d’arte in poco più di 1200 km”… E così continuò per un bel po’.

E mentre parlava io mi chiedevo se stesse proprio parlando proprio del mio paese, quell’Italia della quale spesso ci lamentiamo concentrandoci sui lati negativi e non dando il giusto peso al vero e proprio patrimonio nel quale abbiamo la fortuna di essere nati e di vivere.

Quel ragazzo ora è un signore ed è uno degli imprenditori più importanti in Italia. E grazie a quel ragazzo quando parlo del mio Paese sono tornati a brillarmi gli occhi.

Oggi, 2 giugno, e la festa della nostra giovane Repubblica: il mio invito e di ricominciare a guardare il nostro paese come quello più bello in assoluto al mondo;

Solo tornando consapevoli di chi siamo e dove viviamo potremmo ritrovare l’orgoglio di essere italiani.

Evviva l’Italia evviva la Repubblica!

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