Citylife nel 2023: benvenuti nel futuro

Presentata la nuova porta di accesso del quartiere: due edifici collegati da un portico ad arco che farà da cornice alle torri esistenti. Un progetto dello studio Bjarke Ingels Group

Edifici con altezze diverse

Due edifici di altezza diversa connessi da una copertura arcuata sostenuta da un colonnato, quasi un grande portale di accesso che andrà a incorniciare i grattacieli di Arata Isozaki, Zaha Hadid e Daniel Libeskind (meglio noti come “il dritto”, “lo storto” e “il curvo”) e aprirà sulla piazza del centro commerciale.

Selezionato a seguito di una gara internazionale fra importanti studi di architettura, è il progetto firmato dallo studio BIG – Bjarke Ingels Group, che recentemente ha inaugurato il museo Kistefos in Norvegia e che segnerà l’avvio della fase di completamento del quartiere Citylife Milano.

L’intervento – si legge nella nota rilasciata da CityLife – definirà un nuovo portale di accesso da Nord, attraverso un’estesa area verde che andrà ad arricchire ulteriormente la vivibilità del quartiere.

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Interconnessioni fra spazi pubblici e privati

Un progetto che crea una interconnessione tra gli spazi privati e quelli pubblici. La copertura infatti non sarà semplicemente un elemento di collegamento strutturale tra i due edifici ma andrà a definire uno spazio pubblico coperto arricchito da arredo urbano e da spazi verdi, fruibile tutto l’anno.

«Il building aggiungerà un nuovo elemento alla definizione di CityLife, un progetto pensato per le persone e per la città di Milano che oggi è un un’area all’avanguardia, caratterizzata da elevati standard di sostenibilità, divenuta esempio italiano in grado di competere con i maggiori progetti di rigenerazione d’Europa», commenta Armando Borghi, AD di CityLife.

L’intervento architettonico è stato pensato per essere permeabile e integrarsi appieno nel quartiere, partendo dallo spazio e dal contesto esistente.

La nuova porta di CityLife si integra con le aree urbane, le strade e la viabilità esistente, creando continuità tra il quartiere e la città. Il nuovo edificio, destinato a uso uffici, si svilupperà su una superficie di oltre 53.000 metri quadri lungo l’asse di via Domodossola per una lunghezza di oltre 200 metri, con un caratteristico portico dalla struttura arcuata e una copertura di pannelli fotovoltaici. 

I numeri del progetto

La porta d’accesso di CityLife si svilupperà su una superficie di 53.500 metri quadrati, per una lunghezza di oltre 200 metri, con una caratteristica struttura a portico che nel suo punto più stretto avrà una larghezza di 18 metri.

I piani dell’edificio, con soffitti alti tre metri per consentire l’accesso di una grande quantità di luce naturale grazie ad una facciata continua, caratterizzata da trasparenza e luminosità, si affacceranno sia sulla città che su due ampi cortili privati.

Nella parte più alta, gli edifici saranno infine completati da terrazze a cascata adibite a spazi polifunzionali con uno spettacolare panorama.

Bjarke Ingels spiega di essersi ispirato alle «porte d’accesso tipiche di Milano» e di aver puntato su «due edifici simili, ma non gemelli, con una copertura che li unisce».

Nella parte più alta, gli edifici saranno infine completati da terrazze a cascata adibite a spazi polifunzionali con vista panoramica.

L’inizio dei lavori è previsto nel corso del 2021 e si concluderanno nel 2023, con un investimento complessivo – spiega Aldo Mazzocco, AD di Generali Real Estate – di oltre 100 milioni di euro.

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