Tendenza mercato immobiliare 2020, cosa lascerà l’emergenza coronavirus

Nel corso di una diretta Facebook organizzata dalla Fimaa si è discusso di qual è la tendenza del mercato immobiliare e di come i professionisti del settore hanno affrontato il periodo di chiusura delle agenzie a causa dell’emergenza coronavirus.

All’incontro, moderato da Gerardo Paterna, autore e blogger immobiliare, hanno partecipato Santino Taverna, presidente nazionale di Fimaa-Confcommercio (Federazione Italiana Mediatori Agenti d’Affari), Oscar Caironi, presidente Fimaa Ascom Confcommercio Bergamo, e Luca Dondi, ad di Nomisma.

Gli effetti del lockdown e del distanziamento sociale

E proprio l’ad di Nomisma ha sottolineato qual è la tendenza del mercato immobiliare emersa nelle ultime settimane, spiegando che si è dovuto aggiungere “un ulteriore scenario peggiorativo”. A tal proposito, Dondi ha spiegato: ” Abbiamo forse peccato di ottimismo immaginando non dico un ritorno alla normalità, ma un’attenuazione di alcune misure un po’ più precoce rispetto a quello che in realtà accadrà. Quindi abbiamo aggiunto un’ulteriore dimensione negativa e trasformato quello che venti giorni fa era lo scenario pessimistico nello scenario base. Questo perché il fenomeno di lockdown e di distanziamento sociale che sta caratterizzando queste settimane si rifletterà inevitabilmente in una recessione, in un peggioramento delle condizioni economiche generali che avranno un effetto significativo sul mercato”. L’ad di Nomisma ha quindi affermato: “Il paradosso è che stiamo scappando da un nemico enorme, ma il rischio è quello di trovarsi poi a dover fronteggiare un nemico ancora più grande che è rappresentato dalla recessione e dalle difficoltà economiche che questa situazione di prolungata inattività porteranno inevitabilmente. Credo sia assolutamente il momento di ragionare anche in un’ottica prospettica in chiave di allentamento di alcune misure proprio guardando alle conseguenze economiche che una protratta inattività può provocare”.

Andamento compravendite e prezzi

Accendendo i riflettori proprio sul comparto, Dondi ha illustrato le previsioni relative all’andamento di compravendite e prezzi, confermando la flessione molto significativa delle compravendite. Una flessione significativa che “non dipende esclusivamente dall’inattività di questi due mesi, ma dipende soprattutto dalle conseguenze economiche sui bilanci delle famiglie di questa inattività e della parziale attività dei prossimi mesi”. Secondo quanto affermato dall’ad di Nomisma, a fronte della significativa flessione delle compravendite “ci sarà una sostanziale tenuta, almeno nelle fasi iniziali, dei prezzi”. E Dondi ha spiegato il perché dicendo: “Quello che le crisi precedenti, soprattutto quella del 2008, hanno insegnato è che in Italia i prezzi reagiscono con ritardo, con grande lentezza, rispetto all’evoluzione dei contesti. Questo è un elemento, se vogliamo, di salvaguardia della solidità patrimoniale. E’ allo stesso tempo anche un elemento di penalizzazione del mercato. Per cui bisognerà capire quale sarà l’effetto prevalente, soprattutto quale sarà l’esigenza di monetizzare che alcune famiglie avranno proprio per garantirsi un mantenimento del proprio tenore di vita. Però quello che oggi vediamo è un effetto immediato, drastico, dei livelli di attività molto più contenuti per quanto riguarda la componente prezzi”.

Il mercato degli affitti

L’ad di Nomisma ha affrontato anche il tema affitti, sottolineando che “l’affitto è un segmento controverso”. Per quanto riguarda gli affitti brevi Dondi ha evidenziato il fatto che ci sarà uno “spostamento naturale” verso altre soluzioni, ci sarà un riposizionamento su altre fette di mercato. Parlando poi del mercato dell’affitto tradizionale, l’ad di Nomisma ha evidenziato l’importanza della componente studentesca. Su questo fronte c’è un problema da tenere in considerazione: se si dovesse proseguire con le lezioni a distanza, la componente studentesca potrebbe subire una contrazione. Dondi dunque ritiene che ci possa essere “una ricerca verso forme di locazione a medio termine, che però non potrà dare una risposta a tutta l’offerta che si riverserà su questo mercato”, immagina quindi “sul segmento della locazione una qualche inflessione maggiore sui canoni”.  Secondo Dondi, “poi bisognerà capire se le famiglie che non potranno accedere alla proprietà, o perché non ne avranno le risorse o perché vorranno capire l’evolversi della propria situazione reddituale, desideranno transitare temporaneamento, come è successo tra il 2010 e il 2012, al segmento della locazione. Questo potrebbe essere un elemento che dà un po’ di ristoro in termini di redditività all’offerta di locazione residenziale”. Per l’ad di Nomisma si tratta dunque di “un mercato abbastanza controverso, in cui ci saranno una serie di riposizionamenti”.